Fonte Meravigliosa: pioggia di medaglie per gli atleti con disabilità

Festeggiati gli atleti con disabilità che hanno portato le arti marziali del Municipio IX a primeggiare in Europa

Dall’Europa alla comunità locale

Le arti marziali non sono soltanto uno strumento di autodifesa. Come infatti accade per tutti gli sport, facilitano le relazioni interpersonali. Ed in tal senso diventano un decisivo fattore d’inclusione sociale. Un obiettivo, quest’ultimo, su cui ha deciso di scommettere un’associazione sportiva del nono municipio, la Wado Kai Karate.“
Dall’Europa alla comunità locale

Si tratta di una piccola realtà che è riuscita a fare grandi cose. “Nel corso dell’ultimo anno – spiega il maestro Marco De Astis – abbiamo portato una decina di atleti con disabilità a svolgere competizioni in ambito sia nazionale che internazionale“. Un risultato di tutto rispetto che non è sfuggito alla consulta per i diritti delle persone con disabilità del Municipio IX. Venerdì, presso la scuola media Domenico Purificato di Fonte Meravigliosa, sono stati festeggiati gli altleti medagliati della Wado.

Lo sport che vince l’isolamento

“Lo sport in generale consente di aiutare le persone in difficoltà, rendendole protagoniste di relazioni, aiutandole a vincere l’isolamento e la mancanza di fiducia in se stessi – ha ricordato Rosaria De Vitis, vicepresidente della Consulta – se poi come fa la Wado Kai Karate questo sport è anche integrato, si compie un ulteriore passo in avanti poichè se ne ricava un insegnamento di cui possono beneficiare tutti, a prescindere che si abbia o meno una forma di disabilità“. 

Cos’è lo sport integrato

“Come associazione sportiva abbiamo iniziato nel 2012 – racconta Marco De Astis – ed abbiamo sposato la visione dello sport integrato poichè riteniamo che sia più includente. In sostanza facciamo in modo che tutti gli alteti svolgano lo stesso programma di allenamenti. E’ lo stesso allenamento ” e questo instaura un rapporto di complicità, di solida amicizia tra chi non ha disabilità e chi inveec ha difficoltà sensoriali, cognitive o motorie. Il risultato è un miglioramento reciproco che, nel caso dei karateka allenati dal maestro De Astis, ha portato anche una pioggia di medaglie.“

Fabio Grilli

12 giugno 2018 17:21

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